Luca Moretti, scrittore e agitatore culturale, ideatore e anima del sito terranullius.it, da alcuni giorni collabora con il “C’entro” di via Antonio Toscani realizzando un laboratorio di scrittura diretto agli utenti. Con queste parole ci racconta della sua esperienza:
“C’è una strada nel cuore di Roma.
E’ stretta e piena di macchine ammucchiate che sembra di essere in uno sfascio. C’è un marciapiede sudicio dove si scorgono numerose vetrine piene di vita. In una di queste vetrine si affacciano i ragazzi del Centro. Sono lì, ti aspettano per insegnarti che vale più un singolo gesto pratico di tutti i libri del mondo. Sono lì, ti aspettano per denudarti delle tue convinzioni, per riconsegnarti ripulito alla necessità delle Storie.
…
Effettivamente l’idea di costruire un laboratorio di scrittura in un luogo così è vagamente sghimbescia. Loro ti osservano, appoggiano il mento al palmo della mano annoiati dalla tua teoria, sono lì, immobili, quasi stessero manifestando in piazza per l’urgenza delle Storie, sono degli sfaticati cronici e ti preparano ad un’altra solenne sconfitta.In realtà è proprio quando credi di aver perso ogni speranza che decidono di farti qualche piccolo regalo, di spiegarti la vera essenza del raccontare, di tingere una biografia fatta di sofferenza. E’ in quei piccoli momenti che ho riscoperto l’importanza della scrittura, negli occhi di quei ragazzi ho trovato nuovamente la scintilla che spinge le storie a riprodursi, tutti quei perché a cui lo scrittore deve prima o poi dare una risposta.
Abbiamo stravolto il noioso esercizio accademico per abbandonarci insieme alle suggestioni di un’immagine, un suono, un momento unico e irripetibile. Davanti alla tristezza di un’esclusione alla gioia di un abbraccio, a un treno che in questa strada continua a fare numerose fermate e ritardi.
Solo oggi credo di poter affermare che il laboratorio di scrittura con i ragazzi del centro sia veramente partito, il merito non è più mio, ma di questi personaggi irriverenti che mi hanno sottoposto ad un duro rodaggio osmotico, ai loro tempi e modi di raccontare.Attendendo l’anno nuovo mi sento di fare una promessa.
Noi ce la faremo.”
