10 Feb, 2009
La Strada Sociale ospita un nuovo servizio: “Casa da sole”
Scritto da: Strada Sociale in: Notizie - Stampa questo Post
Finalmente, anni dopo aver pensato al progetto ed aver svolto un importante lavoro con gli ospiti della comunità alloggio Agorà 1, servizio afferente al “Progetto Residenzialità del Comune di Roma, Dipartimento V” si concretizza un sogno. Tre delle ragazze ospiti usciranno dalla comunità per andare ad abitare in un appartamento in via Toscani, la Strada Sociale, locato dalla Cassa Forense. Con loro abiterà anche un ragazzo, compagno, da anni, di una di loro. Il servizio afferirà comunque al “Progetto Residenzialità” del Comune di Roma, con una nuova formula, l’ente gestore, ovvero la cooperativa, si occuperà di supervisionare l’uscita, garantendo supporto professionale a vari livelli, educativo, psicologico, operativo, offrendo reperibilità h 24, ma senza il vincolo della coabitazione. Un significato su tutti appare come essenziale, la possibilità di autodeterminazione, rispetto al proprio progetto di vita, offerta ai quattro protagonisti. Gli aspetti emotivi, la paura di non farcela, l’incertezza rispetto al futuro, la contentezza per la possibilità di inedita ricerca dei propri limiti e possibilità, stanno offrendo, inoltre, la sponda ad un nuovo intervento educativo: sperimentare una relazione nella quale le problematiche dei due termini in comune aumentano, la distanza si riduce, e la “coevoluzione” da teoria diviene prassi, gli operatori coinvolti, saranno anche loro, in questa fase, messi a dura prova! Le tre ragazze sono occupate grazie al progetto, relativo agli inserimenti lavorativi, realizzato dalla cooperativa, l’altro, esternamente. Sono in grado di provvedere autonomamente a tutte le spese relative alla locazione, alla gestione quotidiana, e, in questa fase, a dotare l’appartamento di tutto il necessario. Il significato propedeutico riguarda, invece, proprio le possibilità offerte dalla strada. La fitta rete di relazioni informali, tessute con il territorio, tramite il lavoro sociale svolto in questi anni, ha portato all’attivazione dell’ambiente, in modo tale da renderlo co-protagonista dell’evento. Tutti sono a conoscenza dell’imminente insediamento dei ragazzi, anche perché una di loro lavora nella cooperativa Zighinì, e si offrono a sostegno e come co-conduttori dell’intervento in vari modi. Il lavoro, quindi, non riguarda più la cooperativa e quattro utenti disabili, si estende alla comunità di appartenenza che tesse coevolutivamente agli altri attori la trama dell’integrazione. L’ambiente attivato rende lo spazio entità complessa e multidimensionale e il territorio, matrice di interazioni sociali e cognitive, quindi, un sistema di relazioni generative di nuove possibilità. Questa possibilità riduce lo spazio tra la teoria e la prassi, oltre a colmare una distanza nell’interazione, che diventa scambio.