05 Feb, 2009
LAZIO/DISABILI: Consiglio Regionale approva legge sostegno famiglie
Scritto da: Strada Sociale in: Notizie - Stampa questo Post
(ASCA) - Roma, 4 feb - ”Quando nasce un bambino disabile, il bambino e’ dei genitori, ma la disabilita’ e’ della collettivita’‘. Secondo questo principio, pronunciato in Aula dalla consigliera Maria Antonietta Grosso (Pdci), la Regione Lazio garantira’ ai cittadini portatori di handicap un adeguato livello di assistenza durante tutto il loro ciclo vitale, attraverso un sistema di interventi e servizi sociosanitari integrati. Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto dal vicepresidente Carlo Lucherini (Pd), ha approvato oggi all’unanimita’ la legge pensata per assicurare cittadini svantaggiati e ai loro familiari la ”presa in carico globale” da parte della Regione.
Il provvedimento, d’iniziativa dei consiglieri Grosso, Milana, Pizzo, Laurelli, Brianti, Dalia, Canali e Rinaldi, prevede l’istituzione del Centro di accesso unico alla disabilita’ (Caud, ne verra’ aperto uno in ogni distretto sociosanitario) che, oltre a dare un orientamento sui diritti alle prestazioni sociosanitarie, fornira’ assistenza per la gestione degli interventi e dei servizi rivolti ai disabili e ai loro congiunti. Un’e'quipe multidisciplinare e una rete territoriale garantiranno unitarieta’ nella fase di analisi della domanda, valutazione multidimensionale del caso e predisposizione del progetto di vita personalizzato. Su una scheda individuale verranno registrati i dati della persona disabile, la composizione e la situazione del nucleo familiare, la valutazione della disabilita’, delle capacita’ residue e dei bisogni, il piano di trattamento e i sostegni attivati e da attivare ai fini dell’inclusione sociale. Ai soli fini statistici e programmatici e nel rispetto del diritto alla riservatezza dei soggetti interessati, verra’ istituita l’anagrafe delle persone disabili. Un operatore di riferimento seguira’ le diverse fasi attuative del progetto individuale, facilitando cosi’ l’apporto delle diverse figure professionali coinvolte e la cooperazione tra le diverse organizzazioni interessate.
Tra le linee d’intervento previste dalla legge approvata oggi, la realizzazione di nuove strutture residenziali, affinche’ il cittadino disabile possa rimanere nel proprio territorio anche qualora venga meno il sostegno familiare, interventi che favoriscano l’inserimento al lavoro e progetti nell’agricoltura sociale.
”Fino al momento in cui i disabili sono minori, si riesce in qualche modo a dare loro risposte sia nel campo della scuola sia della riabilitazione - ha spiegato la Grosso, prima firmataria del provvedimento, nel corso della relazione introduttiva -, ma poi si apre un problema enorme quando il disabile raggiunge la maggiore eta’. Abbiamo delle Asl che non hanno ancora messo in atto la figura di chi si prende in carico il disabile adulto, come se il problema a diciotto anni e un giorno svanisse. Lo spirito di questa legge vuole la presa in carico reale e l’accompagnamento della persona disabile nelle varie problematiche durante tutte le fasi della vita”.
”Non si tratta di un provvedimento aggiuntivo alle varie leggi che ci sono sia a livello nazionale che a livello regionale - ha proseguito la Grosso -, bensi’ e’ una legge che cerca di razionalizzare le risorse e le potenzialita’ esistenti sul territorio, laddove oggi c’e’ un’enorme frammentazione, per assicurare assistenza dalla nascita fino all’eta’ adulta. La legge, dunque, affronta anche il problema del ”dopo di noi’ (la preoccupazione di ogni genitore di disabile: quando non ci saro’ piu’ io chi lo accudira’?).
C’e’ un doppio binario: si prende in carico sia la persona disabile sia il nucleo familiare che a sua volta ha bisogno di essere sostenuto e accompagnato. Purtroppo, oggi le famiglie molte volte vengono lasciate sole nell’iter. Sono loro il punto di riferimento e devono muoversi all’interno delle varie istituzioni. Con questa legge ci sara’ il centro di accesso unificato sulla disabilita’, un imbuto dove tutto viene incanalato e dove avviene la presa in carico della persona disabile”.
Fonte: ASCA.