08 Apr, 2009
Casa da Soli sulla Strada Sociale
Scritto da: Strada Sociale in: Notizie - Stampa questo Post
Oggi c’è stato il primo incontro, in “Casa da Soli sulla Strada Sociale”, tra i protagonisti della nuova avventura, i servizi territoriali, ASL RMD Servizio Sociale, V Dipartimento del comune di Roma, e i parenti di Gina, Anna, Maria e Fabio. L’incontro è servito a chiarire la posizione dell’ente gestore in relazione all’avvio e alla supervisione del progetto, alla sua presentazione, e a delineare le prime linee d’intervento, nell’ottica di fornire una cornice di garanzia istituzionale ai destinatari, alle famiglie e ai servizi, sia del privato sociale, che territoriali. L’altro obiettivo, meno formale, ma ugualmente importante, è stato quello di mettere in comunicazione le famiglie delle persone che, uscite dalla comunità alloggio, stanno iniziando questo percorso di costruzione di progetto di vita più autonomo in comune. I due termini, autonomo e in comune, potrebbero sembrare in contraddizione, ma la contraddizione in termini questa volta porta con sé un nuovo significato. Il progetto di uscita dalla comunità alloggio è stato possibile solo dopo aver lavorato, per dieci anni, sulla consapevolezza ed accettazione dei propri limiti, oltre che delle proprie possibilità. Se da un lato, per tutti, l’obiettivo a cui tendere era quello di poter andare a vivere da soli, la consapevolezza che questo tipo di azione sarebbe stata quanto meno improbabile, ha suggerito una strada diversa, che nel tempo si è mostrata quella vincente: la messa in comune delle competenze. Questo suggerisce una nuova modalità di intervento educativo: quello che sembra impossibile, rivolto ai singoli, alle volte risulta effettivamente praticabile collettivamente. In un momento in cui la deriva culturale va verso l’individualismo, ci sembra importante proporre un accostamento di significato in termini anche socio-educativi per ribadire il fulcro del lavoro sociale come co-costruzione collettiva della realtà.