Strada Sociale

19 May, 2009

L’handicap? Prendilo a zampate

Scritto da: Strada Sociale in: Storie - Stampa questo Post

PISTOIA. Al primo squillo del telefono drizzerà le orecchie ma al secondo scatterà come una molla per prendere l’apparecchio e portarlo al padrone perché possa rispondere. Si chiama Jessi ma non è né una badante né un maggiordomo: è una bellissima cucciola golden retriever nata nemmeno un mese fa. Insieme ad altre tre sorelle - di una cucciolata di otto - sarà destinata all’addestramento per aiutare in casa i portatori di handicap.

Fonte: Il Tirreno.

Una delle sorelline di Jessi è già stata consegnata, le altre lo saranno a giorni. Mamma Cichina è giustamente orgogliosa delle sue piccole, le osserva e le coccola. E come tutte le mamme è anche un po’ gelosa quando estranei si avvicinano alla cucciolata.

Alla fine dell’addestramento, Jessi e le tre sorelline destinate ad aiutare i diversamente abili sapranno fare molto di più che portare l’apparecchio telefonico. Per esempio al suono del campanello andrà ad aprire la porta di casa: forse non tutti saranno piacevolmente sorpresi di trovarsi davanti a un cane di queste dimensioni ma sarà un buon deterrente per i malintenzionati. Ma Jessi e le sue sorelle sapranno fare molto di più: riusciranno perfino a togliere gli indumenti al disabile e portare qualsiasi tipo di oggetto di cui abbia bisogno.

Tra qualche mese Jessi andrà ad allietare la casa di Franco Orsatti di San Marcello. “Sono davvero felice - confessa Orsatti che sperimenterà per primo questo progetto - perché rappresenterà un forte aiuto: appena mi cade qualcosa mi sarà di supporto così come per rispondere al telefono. Perché Jessi? Prima avevo un cane che si chiamava Jack e quindi mi è venuto in mente di usare la versione femminile”.

La sfida ambiziosa è stata portata avanti in prima persona da Franco Bandinelli, colui che si occupa della formazione degli istruttori e dei cani. “Il progetto ha avuto alcuni risultati positivi - spiega Franco Bandinelli - in quanto due cani saranno operativi grazie ai contributi arrivati dalla fondazione “Un raggio di luce” e dalla Vi-Banca che si è adoperata perché quest’o perazione andasse in porto. Servono però ulteriori fondi per poter addestrare anche il terzo cane e raggiungere quello che era il nostro obiettivo iniziale. Ci auguriamo che famiglie, parrocchie e singoli cittadini si facciano avanti per aiutarci”

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