Si svolgerà sabato 30 gennaio, ore 9, presso ISA - Istituto superiore antincendi, Roma, via del Commercio 13, il KublaiCamp: un evento in stile barcamp sui temi della creatività e dello sviluppo.
È un’iniziativa di Kublai, un ambiente di progettazione e una community promossa dal Dipartimento per le politiche di sviluppo (Ministero dello Sviluppo Economico) che ha deciso di scommettere sui creativi italiani come forza positiva per lo sviluppo. Kublai ha aggregato ad oggi oltre 1400 creativi interessati a sviluppare idee e progetti creativi con ricadute in termini di sviluppo per il loro territorio e per il paese; questa iniziativa si è strutturata in una community, che trovate online qui.
KublaiCampnon è naturalmente rivolto soltanto alla community di Kublai, ma a chiunque sia interessato a discutere di questi temi e progetti, nella traiettoria di sviluppo italiana. Anzi, si propone di mescolare e condividere i saperi e i punti di vista quanto più possibile. Accademici, artisti, studenti, uomini di impresa, esperti di innovazione, uomini delle istituzioni, amministratori, di tutti i sessi e di tutte le età sono quindi i benvenuti. Sarà una giornata con diversi momenti di incontro e discussione, un’occasione per presentare e parlare di tutti i progetti presenti in Kublai e non solo. Inoltre, ci sarà un momento finale molto importante: l’assegnazione del Kublai Award al miglior progetto creativo per lo sviluppo.
Anche quest’anno, in corrispondenza con la festività dell’Epifania si è svolto l’appuntamento organizzato dalla Comunità di Villa Letizia chiamato “IntegrAzione da goal”. Quella di quest’anno è stata una edizione particolarmente significativa e partecipata, svolta presso i campi dell’Associazione Polisportiva Olimpia in via Vitellia, 50. Grazie al lavoro organizzativo dell’indomito Massimiliano Scarabattoli (quest’anno neanche le stampelle l’hanno fermato) e del Dott. Santo Rullo, si è tornato a svolgere un evento che, si spera, possa divenire appuntamento fisso per chi nel calcio, e nello sport in generale, riesce a vedere qualcosa di differente dal semplice rincorrere un pallone in cerca della vittoria. Le persone intervenute si sono confrontate in tornei di pallavolo, calcio, calcio ad otto e calcio a cinque, tutti svolti all’insegna del massimo divertimento e della minima competitività. La giornata si è conclusa con una serie di improvvisazioni del gruppo teatrale della Comunità Villa Letizia. Nonostante la giornata festiva, la kermesse finale ha visto più di cento persone presenti per assistere alle premiazioni ed ai momenti di spettacolo che, oltre al già citato apporto del laboratorio teatrale, è stata animata da letture di versi della poetessa Alda Merini e degli stessi ragazzi della struttura psichiatrica attiva a Monteverde da ormai più di tre anni. Interessanti sono state le proiezioni di servizi andati in onda sull’emittente “La 7″ relativi alle attività sportive praticate nell’ambito del complessivo progetto strutturato attorno ai temi sportivi dall’équipe guidata dal Dott. Rullo e dalle attività facenti capo al progetto Calcio Sociale.
Ci siamo molto divertiti, abbiamo ben mangiato, giocato, vinto e perso cantato e ballato, l’abbiamo fatto tutti insieme e, una volta tanto, “contro” nulla ma solo “per” l’idea comune di sport cresciuta attorno al convincimento che mettersi in pantaloncini non sia solo un modo per prendere freddo ma anche un veicolo per raggiungere obiettivi, forse, impensabili praticando percorsi solo apparentemente più “seri”.
Come sempre il nostro ringraziamento va agli organizzatori ed ai partecipanti con una menzione speciale per Massimiliano che, come accennato, neanche un infortunio da “vero” calciatore ha fermato. Una nota per la Pazienza di Antonella (lei sa perché) e del Dott. Rullo (fallibile ma presentissimo arbitro) che come un vero “Santo” ha guidato le gesta nostre e di tutti i partecipanti.
Organizzata dalla Comunità Villa Letizia, si svolgerà il 6 gennaio 2010 dalle ore 15.30, presso il centro sportivo “Olimpia2004″ in via Vitellia 50, la giornata conclusiva della manifestazione sportiva “IntegrAzione da Goal”. Oltre alle partite di calcio, calcetto, calciotto e pallavolo, ci saranno spazi espositivi per le attività espressive dei laboratori di Villa Letizia e di altre realtà dell’assistenza ai soggetti fragili, musica, balli, stand artigianali, mostre d’arte, premiazioni dei diversi tornei svolti e buffet per tutti; una giornata di festa, amicizia e condivisione a cui noi di Strada Sociale parteciperemo volentieri.
L’abbattimento delle barriere che separano la normalità dalla malattia, la moralità dalla devianza, il conosciuto dall’ignoto, il vicino dallo straniero è l’obiettivo principale di questa serie di manifestazioni sportive che mettono a confronto realtà che solitamente sono oggetto di emarginazione e di discriminazione: persone che soffrono di disturbi mentali, persone rifugiate per motivi politici, detenuti in fase di rieducazione alla legalità, persone con problemi di dipendenza da sostanze, immigrati. Persone discriminate che usano lo sport per riscattare la loro condizione di ”diversità” ed avvicinarsi al mondo degli uguali.
Il nome del Torneo fa riferimento alla necessità di produrre atti concreti ed efficaci di integrazione (concreti ed efficaci come le Azioni da Goal) che favoriscano la cultura della lotta al pregiudizio ed alla discriminazione dovute alle diverse condizioni della fragilità della persona.
Fabrizio Ulisse, da sempre amico e sostenitore di Strada Sociale, ci ha fatto omaggio di questo video girato il 17 giugno 2009, durante la presentazione di “Dove sognano le tartarughe“:
Scegliendo un prodotto equosolidale, entri a far parte di un ciclo virtuoso che fa il giro del mondo. Parte salvaguardando il lavoro e la dignità dei piccoli produttori coinvolti, arrivando a condividere e supportare un progetto di integrazione al lavoro di persone svantaggiate, come quello della Strada sociale.
[...] un luogo, più precisamente una strada (via A. Toscani, Monteverde RM) in cui delle persone veramente in gamba da molti anni cercano di sviluppare una nuova concezione del “Sociale” coagulando in un nodo nevralgico del territorio, appunto una strada, tutta una serie di attività: un centro diurno, un bar, dei negozi, alcune case famiglia. Sia i ragazzi del centro, che gli operatori, che la gente del quartiere, sono coinvolti in una vita comune “esemplare”. In realtà ogni cosa che dico di Strada Sociale rende riduttiva l’immagine che meriterebbe, vi ho dato l’indirizzo, andate a dare un’occhiata!
Da Euronews, un interessante servizio sul Nicaragua:
Si calcola che in Nicaragua il 10% della popolazione, piu’ di cinque milioni di abitanti, sia disabile. Nella maggior parte dei casi emarginati: scarso l’accesso agli studi, alla casa, al lavoro.
Oggi pero’ il contributo di alcune organizzazioni non governative insieme all’impegno dello Stato sta dando i primi frutti.
Strada Sociale:
Caro Luca, inspiegabile è anche il fatto che un piccolo editore decida di mettere fuori catalogo un libro - uscito a metà giugno - che ha esaurito l
Luca Moretti:
E io rispondo: noi non promuoviamo un libro ma un laboratorio di scrittura fatto da persone con "difficoltà", e questo, lungi dal poterti sembrare mo